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Le primarie "scomode"

I dati del congresso del PD iniziano a consolidarsi e nel complesso il quadro è - punto più punto meno- delineato.

PRIMARIE APERTE E VERE CON TRE CANDIDATI
1. Bersani vince tra gli iscritti del PD con la maggioranza assoluta dei voti espressi, ma non va molto oltre. Attualmente intorno al 55%. Franceschini ottiene un buon dato, tra il 35 eil 38%, che dimostra una presenza solida un pò in tutta Italia. Buono anche il dato di Marino che supera agevolmente il 5% (siamo intorno all'8%, punto più punto meno) e pur molto meno organizzato (escluso il Lazio e poco più) correrà per le primarie.
2. Le primarie sono molto aperte e - per ricorrere alla F1- se con le qualificazioni la griglia di partenza è ben stabilita, con Bersani in Pole e Franceschini in prima fila, il gran premio è tutto da giocare.
3. Nessuno oggi ha il "polso della situazione" sulle primarie.
Nessuno cioè sa in quanti andranno a votare e cosa voteranno. Così come è difficile pensare che il voto dei circoli sia specchio fedele dell'orientamento del "popolo delle primarie". La scarsa corrispondenza tra orientamento interno ed esterno è anzi uno dei punti delicati delle primarie.

UNA QUESTIONE SCOMODA..
In alcune situazioni locali abbiamo che un candidato sia stato scelto con voto bulgaro.. percentuali anche superiori al 90% si sono viste in diverse, forse troppe, situazioni. Se poi alle primarie, su quello stesso territorio, i cittadini dovessero sconfessare la scelta del partito, dovrebbero essere ritenuti "colpevoli" di non aver capito nulla o si dovrebbe pensare che in quel territorio il partito non è capace di rappresentare nemmeno i suoi simpatizzanti e dunque andrebbe drasticamente ripensato, anche nei suoi gruppi dirigenti?

Pubblicato il 29/9/2009 alle 13.58 nella rubrica Diario.

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